Caccia e Ungulati in Toscana

A cura di: Caterina Gargari – Pieve de’ Pitti

In vista della prossima vendemmia, tenendo conto dei risultati della prima campagna di gestione degli Ungulati in Toscana, consapevoli che le modalità di  gestione e le opportunità di controllo dei nocivi nei nostri vigneti sono temi spinosi per tutti noi ma spesso ignoti ai più, abbiamo redatto un breve vademecum delle iniziative utili a comprendere cosa fattivamente possiamo/non possiamo fare per proteggere i nostri vigneti.

Legge obiettivo per la gestione degli ungulati in Toscana è la LEGGE REGIONALE 9 febbraio 2016, n. 10.

La legge riguarda la gestione straordinaria delle specie cinghiale, capriolo, daino, cervo e muflone, di seguito denominate anche “ungulati” con i seguenti obiettivi primari:

  1. individuare nel territorio regionale le aree problematiche  denominate “aree non vocate” ove la gestione è di tipo non conservativo, ossia gli ungulati devono essere rimossi poiché il territorio non è adatto alla loro presenza, a causa della presenza diffusa di colture agricole;
  2. individuare nel territorio regionale le “aree vocate”, ove la gestione è di tipo conservativo, ossia gli animali devono essere presenti e il loro numero mantenuto;
  3. favorire la creazione di percorsi di filiera relativi alla gestione delle carni degli ungulati selvatici e la valorizzazione della risorsa.

La prima indicazione fondamentale è la distinzione tra AREE VOCATE e AREE NON VOCATE ed è essenziale che ognuno di noi sappia con certezza in quale sezione ricadono i propri vigneti, per capire cosa possiamo e non possiamo fare, i modi e i tempi di intervento.
La seconda distinzione rilevante è tra CACCIA (che si svolge al di fuori del periodo di attualità di coltivazione della vite), CACCIA DI SELEZIONE e AZIONI di CONTENIMENTO.

Le AREE NON VOCATE sono individuate dalla Regione come: le aree coltivate soggette a danni documentati nel quinquennio precedente, le aree coltivate potenzialmente danneggiabili anche in presenza di opere di dissuasione, i terreni potenzialmente coltivabili da rimettere a coltura, comprese le frazioni boscate e cespugliate tra loro intercluse, attestandone i confini lungo
linee fisiche di facile identificazione. Limitatamente alla specie cinghiale sono incluse tra le zone non vocate le zone di ripopolamento e cattura
.

Per le AREEE VOCATE è determinata la densità obiettivo per ciascuna specie di ungulati. Nelle more dell’approvazione del piano, la densità per il cinghiale è fissata in 2,5 soggetti ogni 100 ettari al termine della stagione venatoria
Le aree vocate/non vocate sono definite dal PIANO FAUNISTICO REGIONALE. in assenza di tale piano (che ad oggi ancora non c’è), valgono le perimetrazioni adottate dai PIANI FAUNISTICI PROVINCIALI.

Per capire in quale area ricade la vostra azienda, dovete quindi riferire, ad oggi, al PIANO FAUNISTICO della vs provincia di appartenenza. Per chi non abbia dimestichezza con tali temi, la soluzione più semplice è contattare l’ATC di riferimento

Seguendo questo link trovate gli indirizzi e i contatti di tutte le ATC toscane

La direzione dell’ATC potrà fornirvi aiuto a:

  • individuare  il vostro territorio di appartenenza (vocato o non vocato), le vigne dovrebbero essere aree non votate. Qualora non lo fossero, formalizzare la richiesta all’ATC e alla Regione
  • determinare la natura dei vostri terreni (ossia se siamo in un’area in cui la caccia è ammessa ai sensi della L.R.T.03-94)
  • definire gli  istituiti all’interno dei quali ricadono i nostri vigneti (az. venatorie, aree di ripopolamento…)
    è inoltre è compito della ATC
  • comunicarvi i nominativi dei cacciatori abilitati alla caccia di selezione cui sono state attribuite le aree in cui ricadono i vostri vigneti
  • darvi indicazione sul numero e tipo di animali che devono essere abbattuti sul vostro terreno nella stagione venatoria
  • fornirvi assistenza (e se possibile aiuto materiale) per la installazione di dispositivi di protezione delle colture dai danni degli ungulati (vedi recinzioni)

Per capire effettivamente cosa possiamo e non possiamo fare per il controllo degli ungulati, occorre quindi  individuare per prima cosa il proprio territorio di appartenenza (vocato o non vocato) e rapportarsi con gli ATC e la Regione.
Vi ricordiamo che è indispensabile denunciare la presenza di danni all’ATC per avere accesso ad eventuali contributi e rimborsi. La modulistica è reperibile sul sito della ATC di pertinenza.


QUALI SONO IN COMPITI DELL’ATC:

  1. ad attuare tutte le attività logistiche ed organizzative necessarie per svolgere l’attività di prelievo, nonché il ritiro 
delle schede di prelievo e la prima elaborazione dei dati;
  2. a rendicontare alla Regione, almeno a cadenza mensile, il numero dei cacciatori partecipanti al prelievo, il numero di fascette distribuite e l’esito dei prelievi effettuati (da qui derivano i numeri per il piano di contenimento della stagione venatoria successiva);
  3. a fornire idonei mezzi di prevenzione ai conduttori professionali e non professionali di fondi agricoli; (avete notizia di ATC in cui questo servizio si effettivamente svolto???)

CHI PUÒ CACCIARE NELLE AREE NON VOCATE:

  1. cacciatori iscritti all’ATC in possesso di abilitazione al prelievo selettivo sulla specie di riferimento;
  2. proprietari e conduttori dei fondi agricoli iscritti all’ATC in possesso di abilitazione al prelievo selettivo sulla specie di riferimento;
  3. nei territori di propria competenza, i titolari ed ospiti delle aziende faunistico-venatorie e delle aziende agrituristico-venatorie, in possesso di abilitazione al prelievo selettivo sulla specie di riferimento o accompagnati da personale abilitato.
    Per la specie cinghiale, limitatamente alle aree non vocate cacciabili e ai periodi ed agli orari e giorni indicati specificatamente dal calendario venatorio, il prelievo è altresì consentito in forma singola alla cerca o con la tecnica della girata secondo le modalità stabilite, da tutti i cacciatori iscritti all’ATC o, negli istituti privati, dai cacciatori autorizzati.

Vi ricordiamo che la dicitura “in possesso di abilitazione al prelievo selettivo sulla specie di riferimento” indica cacciatori che abbiano seguito e superato un idoneo corso di formazione e risultino pertanto iscritti negli elenchi dei cacciatori abilitati dalla regione Toscana per la caccia di selezione a quella specie specifica.

Si tratta infatti di 3 abilitazioni diverse:

  1. il prelievo selettivo del cinghiale
  2. il prelievo selettivo del capriolo
  3. il prelievo selettivo del daino, cervo e muflone solo per i cacciatori già abilitati in passate sessioni alla specie capriolo

QUANDO SI CACCIA

La regione stabilisce un calendario venatorio per la aree non vocate. Trovate di seguito il Piano di Prelievo per la stagione venatoria 2017-2018. Le giornate e gli orari per la caccia in selezione sono definiti dal calendario venatorio (non ancora pubblicato). La caccia in selezione avviene esclusivamente tramite il sistema della teleprenotazione .
Riferite sempre alla vostra ATC per i regolamenti specifici in essere nel vostro territorio.

CINGHIALE AREE NON VOCATE

Il periodo di prelievo selettivo (cinghiale) consentito nelle aree non vocate è compreso tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre di ogni anno in forma singola alla cerca o con la tecnica della girata secondo le modalità stabilite. Le diverse ATC pubblicano i rispettivi regolamenti per l’accesso nelle aree non vocate alla Caccia di Selezione al Cinghiale. Riferite quindi alla vostra ATC per maggiori informazioni. Il piano di prelievo selettivo a scalare (per la specie cinghiale, il piano di prelievo è calcolato considerando come consistenza delle popolazioni quella derivante dalla media della densità di abbattimento ottenuta nei distretti delle aree vocate confinanti nell’annata precedente) è definito dalla Regione Toscana.
La cartografia delle aree VOCATE/NON VOCATE per le diverse zone è disponibile sui siti delle singole ATC.

Il nuovo Piano di prelievo selettivo della Regione Toscana per il Capriolo 2017-2018 prevede che si possa cacciare secondo il seguente calendario
CAPRIOLO AREE NON VOCATE
maschi adulti e giovani: dal 15 giugno al 15 luglio, dal 15 agosto al 30 settembre 2017, dal 1° gennaio al 15 marzo 2018. La Giunta Regionale si riserva con successivo atto la possibilità di estendere il prelievo sino al 15 aprile;
femmine: dal 15 agosto al 30 settembre 2017 e dal 1° gennaio al 15 marzo 2018;
piccoli: dal 15 agosto al 30 settembre 2017 e dal 1° gennaio al 15 marzo 2018
CAPRIOLO AREE VOCATE
maschi adulti e giovani: dal 15° giugno al 15 luglio e dal 15 agosto al 30 settembre 2017;
femmine: dal 1° gennaio al 15 marzo 2018;
piccoli: dal 1° gennaio al 15 marzo 2018.
Per l’entità del prelievo nelle singole zone, si fa riferimento alla delibera 628 del 12/06/2017

CONTENIMENTO

Nell’ottica di una stretta collaborazione tra agricoltori e cacciatori, con l’obiettivo di accorciare i tempi di intervento, nel caso in cui il vignaiolo rilevi nei propri terreni danni alle colture, o accerti la presenza di ungulati da far supporre un imminente danno, potrà contattare gli uffici dell’ATC e il responsabile del distretto al fine di richiedere un intervento immediato per la messa in sicurezza di tali coltivazioni, sia mediante l’esercizio dell’attività di contenimento che attraverso la realizzazione di opere di prevenzione specifiche.
Le azioni di contenimento non si configurano come azioni di caccia e sono pertanto svincolate dai limiti di periodo e orario del calendario venatorio.
Il contenimento può essere effettuato esclusivamente da ufficiali pubblici (es: guardie venatorie) e da cacciatori abilitati alle operazioni di contenimento attraverso la frequentazione di un corso preparatorio e il superamento di un esame specifico (art. 37 LR 3/94).
Le azioni di contenimento devono essere preventivamente autorizzate e giustificate da un reale pericolo per la selvaggina o le colture, documentato e accertato.
La presenza di un ufficiale pubblico è inderogabile per lo svolgimento della azione di contenimento.
 Pertanto, in presenza di pericolo o danni ai vigneti, vi suggeriamo di contattare immediatamente il vostro ATC di riferimento affinché vi diano supporto nella messa in opera di sistemi di protezione (es: recinzioni, dissuasori) o che vi indichino l’iter per la richiesta di intervento in contenimento.

FIVI TOSCANA è a disposizione di tutti i vignaioli della Toscana per aiutarli a proteggere i propri vigneti in modo consapevole. Vi preghiamo di contribuire a questo vademecum commentandolo e aggiungendo le vostre conoscenze e le vostre esperienze. Grazie!!!