I Vignaioli Indipendenti dicono no: disobbedienza civile

Pubblichiamo qui di seguito la lettera della Presidente FIVI al direttore di AGEA, in merito alla dichiarazione annuale di giacenza dei vini, adempimento duplicato, in violazione della legge sulla semplificazione amministrativa, e l’eventuale scelta dell’associazione di scegliere la disobbedienza civile.

Alla c.a.

Dr Gabriele Papa Pagliardi

Direttore di
AGEA
Via Palestro 81
00185 ROMA

Gentile Dottor Papa Pagliardi,

Le scrivo in qualità di Presidente di FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti.

FIVI rappresenta 1100 aziende che, dalla Val d’Aosta alla Sicilia, coltivano i loro vigneti, vinificano la loro uva, imbottigliano il loro vino e si occupano in prima persona della vendita delle loro bottiglie. Si tratta di aziende familiari medie, piccole e piccolissime.

Considerate le nostre dimensioni, con grande fatica, impegno economico e stanziamento di risorse umane ci siamo adeguati alla telematizzazione dei registri di cantina, riforma promossa dal Legislatore come una semplificazione burocratica. L’abbiamo fatto confidando anche che si sarebbe trattato di uno strumento in grado di far emergere le frodi del settore.

All’avvicinarsi della dichiarazione di giacenza, scopriamo che la semplificazione non è tale pienamente: pur essendo le nostre giacenze al 31/07, a norma di legge, sul portale SIAN – quindi verificabili da chiunque abbia titolo ad accedere a tali informazioni, fra cui AGEA – ci viene comunque richiesta la compilazione della dichiarazione di giacenza in cartaceo.

Riteniamo che questo ulteriore adempimento in cartaceo sia inutile, costituendo null’altro che un doppione di dati già in possesso della Pubblica Amministrazione e in gravissimo contrasto con le parole del Ministro che in data 21 dicembre 2016 dichiarava: “dal 1 gennaio 2017, sarà pienamente operativo e obbligatorio il registro telematico del vino che consentirà di eliminare i registri cartacei, compresi gli adempimenti connessi con la vidimazione”.

Il combinato disposto di questa dichiarazione del Ministro, reperibile sul sito del MIPAAF, con le istruzioni del registro telematico (http://www.sian.it/portale-mipaaf/servizio?sid=1846) che recitano testualmente, a pagina 12, “Il sistema determina una giacenza differenziata del medesimo prodotto imbottigliato con etichetta e imbottigliato senza etichetta” ci inducono a ritenere che nessun ulteriore adempimento può essere richiesto ai viticoltori italiani soggetti al regime dei registri telematici.

Essi adempiono già, non senza sforzo, a ogni richiesta derivante dalle scelte del legislatore ed è incomprensibile che alle nuove richieste si sommino quelle basate sul vecchio sistema.

Nell’ottica di quella fattiva collaborazione con le Istituzioni portata avanti da FIVI fin dalla sua nascita, a nome dei 1100 vignaioli indipendenti italiani Le chiedo quindi di rivedere questa posizione di AGEA, procedendo senza ulteriori richieste di adempimenti ai vignaioli italiani, a verificare i dati relativi alle giacenze consultando senz’altro i database formati dal SIAN.

Diversamente, secondo una tradizione giovane quanto ferma, i Vignaioli Indipendenti Italiani valuteranno l’ipotesi di una forma di disobbedienza civile ad una richiesta che ritengono semplicemente ingiustificata.

Fiduciosa in un sollecito e positivo riscontro, le porgo i miei cordiali saluti,

 

Matilde Poggi

Presidente FIVI

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